Miniere della Sardegna verso l'UNESCO: la visita degli esperti internazionali

Il patrimonio minerario della Sardegna fa un passo avanti verso la candidatura a Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Nei primi giorni di novembre una delegazione di esperti internazionali ha visitato i principali siti minerari del sud-ovest dell'isola per esprimere un primo parere sul progetto “Sardinian Mining Heritage – Towards a World Heritage Nomination”.
Guidata da Massimo Preite, la delegazione riuniva studiosi provenienti da Germania, Francia, Polonia, Regno Unito e Giappone.
Le tappe della visita
Il gruppo è stato accolto a Serbariu, a Carbonia, nella sede del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, e ha visitato il Museo del Carbone della Grande Miniera di Serbariu e la Laveria La Marmora di Nebida. Il programma comprendeva poi la miniera di Montevecchio a Guspini con la Galleria Henry, il villaggio minerario e la laveria di Buggerru, gli impianti di Monteponi e Pozzo Sella a Iglesias e la Grotta di Santa Barbara, all'interno della miniera di San Giovanni, a Bindua.
Al termine, secondo quanto riferito, Preite ha definito molto positivi i riscontri emersi dal confronto con il territorio. È previsto un ulteriore incontro per trarre le conclusioni, ma non sono state indicate date.
Che cosa propone la candidatura
Il progetto punta al riconoscimento del patrimonio materiale e immateriale legato all'attività estrattiva, una storia che i promotori fanno risalire a oltre 8.000 anni fa. La proposta riguarda la categoria del paesaggio culturale e un sito seriale, cioè formato da più luoghi collegati da una storia comune, anche al di fuori del Sulcis-Iglesiente e del Guspinese.
Capofila è il Comune di Buggerru, che ha avviato l'iniziativa nel 2019, insieme al Parco geominerario, alla Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara e alla Fondazione Speleologica Sarda. Alla rete di comuni che sostiene la candidatura, appoggiata anche dalla Regione Sardegna, a febbraio si è unita anche Alghero.
Il Parco geominerario, istituito ufficialmente nel 2001, si estende per circa 3.800 chilometri quadrati in otto aree e 86 comuni. Già nel 1997 l'UNESCO lo aveva indicato come primo sito della rete mondiale dei geositi allora in costruzione. Dalla metà dell'Ottocento nell'isola sono state rilasciate oltre 250 concessioni minerarie.



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