Influenza, il bollettino RespiVirNet è fermo: cosa succede alla sorveglianza

La stagione dell'influenza è cominciata e la campagna di vaccinazione è partita in tutta Italia, ma per ora mancano i dati ufficiali della sorveglianza. La piattaforma RespiVirNet, che ogni anno segue l'andamento dell'influenza e degli altri virus respiratori, è ferma da marzo 2026 per un problema legato alla privacy.
A rivelarlo è stato Quotidiano Sanità il 2 novembre; l'Istituto Superiore di Sanità ha poi confermato lo stop all'agenzia LaPresse.
Perché la piattaforma è bloccata
Secondo Quotidiano Sanità non si tratta di un guasto tecnico ma di uno stallo burocratico: le Regioni hanno smesso di inviare i dati per non rischiare sanzioni in materia di protezione dei dati personali. L'Istituto Superiore di Sanità, in coordinamento con il Ministero della Salute, ha preparato un nuovo regolamento per la piattaforma, che il Ministero ha trasmesso al Garante per la protezione dei dati personali. L'iter di approvazione, però, non si è ancora concluso.
Fonti del Ministero citate da LaPresse precisano che i dati di sorveglianza continuano a essere raccolti e conservati nel sistema interno Premal, ma non sono consultabili dall'esterno.
Il ruolo dei medici di famiglia e i prossimi passi
RespiVirNet si basa sulla collaborazione dei medici di famiglia, che inviano informazioni e campioni virologici per seguire la diffusione dei virus. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università di Milano, l'ha definita a LaPresse un «radar fondamentale».
Un passaggio chiave è previsto per lunedì 9 novembre, con l'incontro tra Ministero della Salute e Garante della privacy per sbloccare il regolamento. Una volta superato questo passo, l'Istituto Superiore di Sanità potrà riprendere il monitoraggio dell'influenza e degli altri virus respiratori.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine del congresso della Società italiana di farmacia ospedaliera a Roma, ha detto che il bollettino arriverà «a breve», con tempi non molto diversi da quelli degli anni scorsi, e ha auspicato che il primo esca entro una settimana.
Nell'attesa restano valide le indicazioni di sempre: chi rientra nelle categorie a cui è raccomandato il vaccino antinfluenzale può chiedere informazioni al proprio medico di famiglia o alla ASL, e chi ha febbre e sintomi respiratori dovrebbe restare a casa e consultare il medico in caso di sintomi importanti o persistenti.



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